C'è un nome che, nel listino italiano dei B-SUV, sta facendo girare la testa a chi guarda il portafoglio prima del badge. Jaecoo J5. Arrivato da pochi mesi nelle concessionarie, prova a infilarsi nello spazio lasciato libero da chi ha alzato i listini negli ultimi due anni. E lo fa con un'arma vecchia come il mondo, il rapporto qualità-prezzo.
le misure, prima di tutto
Il J5 è un B-SUV di 4,38 metri, larghezza 1,86, passo 2,265 metri. Bagagliaio dichiarato attorno ai 480 litri nella versione termica, un valore che nel segmento fa la differenza nel quotidiano, quando c'è da caricare il passeggino o la spesa della settimana.
La gamma in Italia parte dal 1.6 turbo benzina da 145 CV abbinato a cambio doppia frizione a 7 rapporti, trazione anteriore. Consumi WLTP dichiarati attorno ai 6,4 l/100 km nel ciclo combinato. La versione full electric monta un motore da 155 kW (211 CV) con batteria da 61 kWh utili, per un'autonomia WLTP dichiarata di circa 401 km e ricarica in corrente continua fino a 80 kW.
I prezzi di listino italiani partono da circa 24.900 € per il benzina in allestimento base e salgono oltre i 35.000 € per l'elettrica top di gamma. Cifre che, alla prova dei fatti, posizionano il J5 sotto buona parte della concorrenza europea e coreana a parità di dotazione.
cosa dicono le prove pubblicate
Il consenso della stampa specializzata internazionale è sorprendentemente positivo su un punto, la qualità percepita degli interni. Plastiche morbide nelle zone alte, schermo centrale da 13,2 pollici verticale, strumentazione digitale da 10,25 pollici. Le prove pubblicate apprezzano la coerenza grafica del sistema infotainment, meno la logica dei menu, descritta come ancora un po' macchinosa quando si vogliono spegnere gli ADAS più invadenti.
Sul comportamento dinamico, le redazioni sono più tiepide. Lo sterzo viene descritto come leggero e poco comunicativo, l'assetto orientato al comfort, con qualche rollio in curva ma una buona capacità di filtrare le buche urbane. Il doppia frizione, riportano diverse prove, mostra qualche esitazione nelle ripartenze da fermo, un classico di molti DCT cinesi alla prima generazione europea.
La versione elettrica raccoglie giudizi migliori sulla fluidità di erogazione, anche se l'autonomia reale in autostrada, secondo i test pubblicati, si ferma sensibilmente sotto il dato WLTP, attorno ai 290-310 km a velocità di codice.
la voce di chi lo ha ordinato
Nei forum italiani e nei gruppi Facebook dedicati al marchio, la discussione della community si concentra su tre temi ricorrenti. Il primo, i tempi di consegna, che sembrano essersi normalizzati dopo i ritardi del lancio. Il secondo, la rete assistenziale, ancora a macchia di leopardo fuori dalle grandi città. Il terzo, la dotazione di serie, considerata generosa già dall'allestimento intermedio, con tetto panoramico, sedili in similpelle ventilati e pacchetto ADAS completo.





